Le mandorle in testa alla classifica dell’innovazione di prodotto in Europa.
– Secondo i dati del rapporto Innova Market Insights’ Global New Product Introductions, nel 2019 le mandorle hanno...
/**/
Il pangiallo è una delle gemme della tradizione dolciaria romana, un dolce che risplende di storia e di sapori intensi. Tipico delle festività natalizie, questo pane dolce è una sinfonia di frutta secca, spezie e zafferano, ingredienti che si intrecciano per creare un sapore unico e distintivo. Originariamente preparato per celebrare il solstizio d’inverno e augurare un raccolto abbondante, il pangiallo oggi porta con sé l’eco di quei riti antichi, arricchendo le tavole moderne con la sua presenza calorosa e avvolgente. In questo articolo, esploreremo le origini affascinanti di questo dolce, le varianti regionali che ne testimoniano la diffusione e le tecniche per realizzarlo in modo autentico, preservando i legami con la tradizione e con il passato.
Ammollare l’uvetta nell’acqua tiepida per 1/2 ora circa, strizzarla e asciugarla.
In una casseruola mettere lo zucchero, il miele, le bucce grattugiate del limone e dell’arancia e portare a bollore.
Pelare e tostare le mandorle e le nocciole, aggiungerle al composto sul fuoco con i pinoli, le noci, l`uvetta, il cioccolato, la buccia candita dell’arancia e la farina setacciata; amalgamare bene il tutto e cuocere per 3-4 minuti in un tegame sul fuoco.
Lasciar raffreddare e poi suddividere l’impasto in circa 10 porzioni, infarinarle e modellarle con le mani umide formando dei panetti.
Disporli sulla placca del forno e lasciarli asciugare per qualche ora.
Cuocere a 170°C per 30 minuti circa, sfornarli e rifilare i contorni.
Lasciarli riposare un paio d’ore, per poi servirli freddi a tocchetti con vino dolce.
Avvolti in carta oleata si conservano per molto tempo.