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Il coniglio in porchetta è una preparazione che prende in prestito i profumi della tradizione norcina e li applica a una carne più magra e delicata. Finocchietto selvatico, erbe fresche, aglio costruiscono un’aromaticità riconoscibile, mentre la cottura lenta in tegame permette alla carne di restare morbida e di sviluppare un fondo intenso, naturale, senza forzature.In questa versione il coniglio non viene disossato: i pezzi cuociono insieme, assorbendo gli aromi e restituendo una struttura rustica, domestica, molto legata alla cucina di casa e alle tavole di campagna. È una ricetta che si presta bene a un pranzo della domenica o a una festa tra amici.
Preparare il coniglio
Tagliare il coniglio in pezzi regolari (cosce, spalle, sella divisa in due). Asciugarli bene: è fondamentale per una rosolatura corretta.
Aromi “da porchetta”
Tritare finocchietto, aglio, rosmarino e salvia.
Massaggio aromatico
Condire i pezzi di coniglio con il trito, massaggiando bene la carne. Se possibile,coprire e lasciare riposare 1–2 ore in frigorifero (non obbligatorio, ma migliora la resa).
Rosolatura
In un tegame largo e dal fondo spesso, scaldare olio e rosolare il coniglio a fiamma medio-alta salando e aggiungendo pepe in grani, finché i pezzi risultano ben coloriti su tutti i lati.
Sfumare e cuocere
Sfumare con il vino bianco e lasciar evaporare completamente. Abbassare la fiamma, coprire con coperchio e cuocere 45–60 minuti, girando di tanto in tanto.
Se il fondo asciuga troppo, aggiungere poco brodo caldo alla volta.
Finitura
Negli ultimi 10 minuti togliere il coperchio e alzare leggermente la fiamma per stringere il fondo. Il risultato deve essere lucido, profumato e ben legato.
Questa versione è più coerente con una cucina di territorio rispetto al rotolo disossato: meno tecnica, più sostanza, e un fondo che esalta davvero la cottura. Sta molto bene con patate in tegame cotte nello stesso fondo e pane rustico per raccogliere il sugo.