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La cotoletta alla milanese raccontata dallo stesso chef Valerio Braschi: “Nell’ottica di render omaggio alla tradizione gastronomica meneghina, ho deciso di proporre una cotoletta, anche se leggermente rivisitata.
A casa, mio padre e mio fratello hanno l’abitudine di inserire, nell’uovo sbattuto per la panatura, del Parmigiano e del rosmarino tritato finemente; grazie ai succhi della carne e alla consistenza dell’uovo, la cotoletta viene aromatizzata a dovere senza rischiare che gli ingredienti aggiunti si brucino.
Con i ritagli del vitello ho invece deciso di preparare un saporito fondo che, inserito in uno stampo a forma di osso e liofilizzato a dovere, diviene un goloso biscotto al gusto di carne.”
-Sbattere le uova e condirle con rosmarino tritato e Parmigiano.
-Panare la cotoletta in farina, uovo condito di e panko per 2 volte: il Panko è un particolare tipo di pangrattato, preparato utilizzando pane bianco, tipico della cucina giapponese.
Viene utilizzato nella preparazione di fritti, grazie alla sua particolare leggerezza e croccantezza, data dal fatto che non frigge, al contrario del pangrattato tradizionale, ma ingloba aria, gonfiandosi, facendo scivolare via i grassi in frittura ed evitando che la verdura, la carne e il pesce si impregnino di olio.
-Friggere in abbondante burro chiarificato.
-Tritare prezzemolo e unirlo alla maionese aggiungendo anche la scorza e il succo di limone.
-Inserire il jus di manzo liquido nello stampo a forma di osso, abbatterlo e liofilizzarlo per 24 ore.
-Tagliare la cotoletta e impiattarla assieme alla maionese al profumo di gremolada.
-A parte impiattare l’osso liofilizzato croccante