/**/
Il pollo alla Marengo è un piatto piemontese che sembra risalire al 1800. Si narra che fu creato per onorare la vittoria di Napoleone Bonaparte nella famosa battaglia di Marengo, località nei pressi di Alessandria, dove la battaglia passò alla storia tanto che ancora ai giorni nostri si tengono rievocazioni in costume. Si dice che il piatto sia stato creato dal cuoco di Napoleone, che improvvisò con gli ingredienti che aveva a disposizione in quel momento. In breve tempo il pollo alla Marengo divenne uno dei piatti preferiti dell’imperatore, infatti veniva spesso servito in occasione di importanti cene di Stato.
Oggi se ne hanno più versioni, sia con i gamberi come nella ricetta più accreditata, sia senza, ma sempre con la presenza dei funghi. Alcune versioni lo interpretano anche senza pomodoro. Quel che è certo è che la ricetta storica prevede l’accompagnamento del pollo con una fetta di pane abbrustolito, sormontato da un uovo al tegamino.
Pulire, lavare e tagliare in ottavi il pollo.
Portarlo a rosolare in un tegame con olio evo, infarinarlo, condirlo con sale e pepe, quindi fiammeggiarlo con un bicchiere di brandy, rigirandolo con cura.
Aggiungere poi l’aglio tritato, i pomodori passati, le cipolle tagliate a fette, i funghi (tagliati a quarti) la salsa demi-glace.
Coprire e cuocere a fuoco basso per 10 minuti.
Trascorso questo tempo, unire il vino, mescolare bene il tutto, ricoprire con il coperchio e riprendere la cottura.
Dopo 10 minuti versare il brodo e terminare la cottura a tegame scoperto e a fuoco basso per altri 10 minuti, fino a quando la salsa non si addensa.
Il piatto è pronto: il pollo va servito sul vassoio, ricoperto dalla salsa, spolverato di prezzemolo tritato e guarnito con fette di pan carrè tostato, su cui tradizionalmente viene sfregato uno spicchio d’aglio.