

Il tè, che si ottiene dalle foglie della pianta sempreverde Camelia sinensis, è la bevanda più consumata al mondo. Il tè conferisce al sistema nervoso centrale una lucida calma, più equilibrata rispetto al caffè che genera un picco stimolante che poi scende bruscamente. Già 5.000 anni fa veniva utilizzato come medicinale e nei rituali religiosi.

Il metodo di lavorazione delle foglie definisce le 6 tipologie di tè esistenti: bianco, verde, giallo, oolong, nero e rosso. Al mondo, solo la Cina le produce tutte e 6, e si consumano nei diversi momenti della giornata:
- Il tè bianco, gentile e delicato si produce con foglie giovani, gemme o germogli che vengono essiccati esponendoli al sole su tralicci di bambù.
- Il tè verde si ottiene da foglie che vengono esposte al calore secco o umido immediatamente dopo la raccolta per impedirne l’ossidazione: questo lo rende più ricco di polifenoli.
- Il tè giallo, molto raro, dopo fissaggio con calore viene ammassato all’interno di fogli di carta di riso in modo da far decadere la clorofilla.
- Il tè oolong si definisce tè semi-ossidato e si ottiene fermentando parzialmente le foglie dopo arrotolamento. Offre una sensazione di conforto ed è infatti più consumato in inverno.
- Il tè nero è sottoposto ad un processo fermentativo in condizioni di ventilazione, temperatura e umidità controllate per consentire la completa ossidazione. Questo gli conferisce un ricco profilo aromatico.
- Il tè rosso subisce una doppia fermentazione, viene conservato in grotte calcaree ed è delicato, fruttato, dolce e morbido.
TIPOLOGIE DISTINTE: Earl grey (aromatizzato al bergamotto) Darjeeling (coltivato ad alta quota, con note agrumate) Ceylon (fruttato e balsamico) Assam (speziato, tannico e intenso).
Il matcha, originario del Giappone, è polvere di tè verde coltivato all’ombra, ciò contribuisce a mantenere un bel colore verde brillante. Viene sciolto mescolandolo con una tradizionale frusta di bambù.

PROPRIETÀ FUNZIONALI:
L’epigallocatechina gallato è un polifenolo particolarmente abbondante nelle foglie di tè verde. È un potente antiossidante che contrasta i radicali liberi, e modulatore della glicemia. I flavonoidi presenti nelle foglie di tè hanno attività antinfiammatoria, antiipertensiva e ipocolesterolemizzante.
La concentrazione dei polifenoli presenti nel tè dipende dalla lavorazione a cui sono esposte le foglie dopo la raccolta. Il tè verde e quello bianco, essendo sottoposti a trattamenti più blandi, conservano un maggior contenuto di polifenoli e caffeina (4%).
La concentrazione è influenzata anche dalla temperatura dell’acqua e dal tempo di infusione: per non danneggiare i polifenoli è necessario utilizzare acqua che non superi gli 80°C per un tempo massimo di 4 minuti. Utilizzare da 1 a 5 grammi di foglie per 100 millilitri d’acqua. Consumarlo subito dopo la produzione aumenta il contenuto di polifenoli ingeriti che invece cominceranno a degradarsi facilmente dopo l’infusione. Lasciare li il tè a raffreddarsi prima di berlo, infatti, non è mai una buona idea: meglio diminuire la temperatura dell’acqua di infusione per poterlo consumare immediatamente dopo averlo preparato. Inoltre l’acqua troppo calda favorisce l’estrazione dei tannini conferendo astringenza. Se si vuole realizzare un’infusione a freddo è possibile lasciarlo in frigo dalle 3 alle 6 ore.
Conservare in contenitori scuri, preferibilmente di ceramica, al riparo da luce e odori.
PERCHÉ CONSUMARLO CON IL LIMONE:
- I tannini del tè hanno funzione astringente per l’apparato enterico, equilibrando la funzionalità intestinale, attività esaltata dall’aggiunta di succo di limone.
- Il tè verde supporta l’apparato immunitario contenendo sali minerali come selenio e zinco. Le foglie fresche contengono anche vitamina C che si perde però con l’essicazione ed è quindi necessario integrarla per poterne completare il profilo immunitario.
- Il tè contiene sostanze inibitrici dell’assorbimento del ferro: è sconsigliato per persone affette da anemia, ma aggiungere succo di limone al tè – non troppo caldo per non degradare la vitamina C sensibile alle alte temperature – può contrastare l’azione chelante perché la vitamina C permette l’assorbimento del ferro.