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Pappardelle al ragù di cinghiale: nell’incantevole centro di Offagna, a pochi chilometri dal mare, in provincia di Ancona, c’è Il Cresciolo. Sito all’interno della vecchia biblioteca del comune guarda la valle attraverso ampie finestre. Siamo nella Riviera del Conero, quella che dal mare si allunga verso l’interno. Lo chef patron Edoardo Staffolani non ha ancora 30 anni e una carica empatica notevole. Un vulcano. Mi sono appassionata a come tratta le carni pregiate per i suoi corposi e tradizionali ragù. Ho provato a fare questo di cinghiale con lui e gliel’ho anche fatto assaggiare. Ho preso un banale 7+. Ma vi garantisco che seguendo le istruzioni riesce bene. L’impiattamento e la foto, confesso, non è opera mia ma sua.
trito insieme sedano, carota e cipolla. In una casseruola li faccio rosolare per poco tempo con l’olio. Faccio raffreddare. Intanto taglio a cubetti il cinghiale.
Fondamentale per eliminare il gusto selvatico è la marinatura che precede la cottura. Metto in marinatura il cinghiale, in un contenitore chiuso, con vino, sale, pepe, aglio, il trito rosolato in precedenza, erbe aromatiche, bacche di ginepro e il macinato di maiale. Lascio in marinatura per un giorno.